A Treviso una mostra omaggio a quattro anni dalla scomparsa
E’ stata inaugurata sabato 17 ottobre, nella suggestiva cornice della Barchessa di Villa Quaglia, la mostra dedicata a Giuseppe Fuser (1930-2022), artista trevigiano la cui sensibilità creativa ha lasciato una traccia profonda nel panorama culturale del territorio. A quattro anni dalla sua scomparsa, l’esposizione propone un sentito omaggio a un uomo che ha saputo esprimere la propria visione del mondo attraverso la pittura, la musica, l’artigianato e una rara passione per il fare.
Numerosa la partecipazione del pubblico che ha voluto condividere questo momento di ricordo dedicato a “Beppino”, come lo chiamavano affettuosamente amici e conoscenti. Un’affettuosa testimonianza dell’affetto e della stima che hanno accompagnato Fuser durante tutta la sua vita.

Tra gli interventi della cerimonia inaugurale, particolarmente significativo quello del maestro Sergio Favotto, che ha ricordato il rigore, la precisione e la costanza dimostrati da Fuser negli anni della sua formazione pittorica. Presenti anche il consigliere provinciale Davide Acampora per i saluti istituzionali, Serenella Minto, che ha introdotto il percorso espositivo, Manuela Fuser per il prezioso supporto organizzativo, e i familiari che hanno collaborato alla realizzazione della mostra.
Uno dei momenti più emozionanti della giornata è stato il taglio del nastro inaugurale affidato alla signora Irma Fuser, moglie dell’artista. Con i suoi novant’anni, ha saputo trasmettere ai presenti una commovente energia, trasformando l’inaugurazione in un autentico momento di memoria condivisa.
L’esposizione resterà aperta fino al 31 ottobre e rappresenta molto più di una semplice raccolta di opere. E’ il racconto di un percorso umano ricco di passioni, talento e curiosità.
Una vita tra ingegno, musica e pittura
Nato a Treviso il 18 ottobre 1930, Giuseppe Fuser trascorre l’infanzia a Lancenigo, luogo a cui rimarrà sempre profondamente legato. Dopo il matrimonio con Irma, nel 1959, si stabilisce a Santa Maria del Rovere, dove costruisce la propria famiglia e continua a coltivare le molteplici passioni che caratterizzeranno la sua esistenza.
Fin da giovane manifesta una naturale predisposizione per il lavoro manuale e per la meccanica di precisione. Dalle competenze maturate negli studi professionali nasce una straordinaria capacità tecnica che lo porterà a realizzare vere e proprie opere di microingegneria: celebri sono le riproduzioni funzionanti di storiche macchine fotografiche Leica da collezione, costruite interamente a mano e apprezzate da collezionisti provenienti da diversi Paesi per l’accuratezza esecutiva e la fedeltà agli originali.


Anche la sua attività professionale presso le Poste Centrali di Treviso testimonia una personalità metodica e attenta. Negli anni in cui le comunicazioni avvenivano attraverso telescriventi e alfabeti Morse, Fuser si distingue per rapidità, precisione e affidabilità, qualità che ritroveremo anche nel suo percorso artistico.

La musica come compagna di vita
Accanto alla tecnica e al lavoro, la musica occupa un posto centrale nella sua esistenza. Autodidatta nel mandolino, approfondisce successivamente la propria formazione presso l’Istituto Musicale “Tommaso Albinoni” di Spresiano, partecipando all’attività di una piccola orchestra locale.
Una passione coltivata per decenni e mantenuta viva fino ai novant’anni, come testimonianza di un entusiasmo mai venuto meno.
La poesia dell’acquerello
Se la tecnica racconta il suo talento e la musica la sua sensibilità, è nella pittura che Giuseppe Fuser trova il linguaggio più autentico per esprimere il proprio sguardo sul mondo.
Dai primi paesaggi degli anni Cinquanta e Sessanta fino agli studi successivi con i maestri Sergio Favotto e Lino Epifani, il suo percorso artistico evolve verso una progressiva maturazione espressiva. Dopo aver sperimentato diverse tecniche, è l’acquerello a conquistarlo definitivamente.
Nella trasparenza del colore e nella leggerezza delle velature Fuser trova lo strumento ideale per raccontare paesaggi, scorci e atmosfere caratterizzati da equilibrio e serenità. Le sue opere non cercano effetti spettacolari, ma custodiscono una dimensione intima e autentica, capace di restituire la poesia delle cose semplici.
La delicatezza cromatica, l’armonia compositiva e la sensibilità nel cogliere la luce diventano il riflesso di una personalità discreta e profondamente umana.
Nel corso degli anni partecipa attivamente alla vita culturale del territorio attraverso le associazioni Colori in Libertà e UCAI – Unione Cattolica Artisti Italiani, prendendo parte a numerose esposizioni collettive in sedi prestigiose, tra cui il Palazzo dei Trecento di Treviso, il Chiostro di San Francesco, il Castello di San Salvatore di Susegana e Villa Onigo di Trevignano.
Un’eredità fatta di meraviglia
Un’eredità fatta di meraviglia
La mostra allestita alla Barchessa di Villa Quaglia non rende omaggio soltanto all’artista, ma soprattutto all’uomo.
Attraverso i suoi acquerelli emerge il ritratto di una vita vissuta con passione, dedizione e gratitudine, in cui arte, musica, lavoro e artigianato si sono intrecciati armoniosamente.
Le opere esposte diventano così un invito a rallentare, osservare e riscoprire la bellezza nascosta nella quotidianità. Perchè ogni acquerello di Giuseppe Fuser è una piccola lezione di equilibrio: nella trasparenza dei colori, nella quiete dei paesaggi e nella delicatezza del segno continua a vivere uno sguardo capace di contemplare il mondo con meraviglia, serenità e amore per il bello.
La mostra rimarrà aperta fino al 31 ottobre. Orari di visita: feriali 15.00-19.00; domenica 10.30-12.30 e 15.00-19.00
Barchessa Villa Quaglia, Viale XXIV maggio , 11 – Treviso
IInfo: 0422 430584 – 328 4851819 – Mail: barchessavillaquaglia@gmail.com – Web: www.barchessavillaquagòia.it































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