C’è un filo sottile che unisce la vita e l’opera di Francesco Cremonese: il sogno. Un sogno ostinato, coltivato nella notte, nelle ore rubate al lavoro, nelle città attraversate come tappe di un destino inquieto. A questo sognatore nato a Spresiano nel 1907 è dedicata la mostra che dall’11 al 26 aprile animerà la Chiesetta del Giuseppini, nel cuore del paese che gli diede i natali. Un’occasione preziosa per riscoprire un artista schivo, visionario, capace di attraversare il Novecento con una forza creativa che non ha mai smesso di pulsare.

La rassegna, patrocinata dal Comune di Spresiano, sarà inaugurata sabato alle 11 aprile.
Le opere saranno visitabili tutti i giorni dalle 14 alle 18, e il sabato e la domenica anche al mattino, dalle 9 alle 12.
«È davvero un onore avere le opere di un nostro concittadino», afferma il sindaco Marco della Pietra, «un artista che ha saputo mostrare il proprio talento attraverso mostre e produzioni artistiche significative».
Parole che restituiscono il senso di un ritorno atteso: quello di un autore che, pur avendo vissuto gran parte della sua vita altrove, ha sempre portato con sé la memoria della propria terra.
Un’infanzia in fuga, un talento che resiste
La storia di Cremonese è segnata fin dall’inizio dal movimento e dalla precarietà. Durante la Prima Guerra Mondiale la famiglia è costretta a lasciare Spresiano, trovando rifugio prima a Messina e poi a Livorno. È qui che il giovane Francesco lavora come apprendista fabbro, ma soprattutto scopre il disegno, frequentando corsi che ne alimentano la vocazione.
Nel 1925 la famiglia emigra in Francia, vicino a Saint-Étienne, e successivamente a Parigi. La capitale diventa per Cremonese un laboratorio di formazione e di vita: studia, osserva, sperimenta. Respira l’aria dei grandi movimenti artistici del tempo, assorbendone suggestioni che riaffioreranno nelle sue opere mature.
La Venere di Brizet: un sogno troppo grande per il suo tempo
Il 1934 segna la svolta. Cremonese decide di mettere alla prova il proprio talento con un gesto radicale: scolpisce una statua in stile greco antico, la seppellisce e attende che venga ritrovata. È un esperimento concettuale ante litteram, un gioco serio sulla verità dell’arte e sul valore dell’autenticità.
Nel 1937 la statua viene effettivamente rinvenuta da un contadino e accolta come un reperto archeologico di straordinaria importanza. Ma quando Cremonese rivela la verità, il sogno si infrange: invece del riconoscimento, arriva l’accusa di frode. La statua perde il suo valore ufficiale e non gli viene restituita. L’artista, marchiato da quell’episodio, viene escluso dai circuiti ufficiali e non riceverà più incarichi di rilievo.
La sua Venere – oggi scomparsa, ma conservata in copie in gesso in alcuni musei francesi – resta un simbolo potente: l’opera di un visionario che aveva intuito, con decenni di anticipo, il dibattito contemporaneo sull’autore, sull’originale e sulla costruzione del mito artistico.
L’arte come ritorno a sé
Solo negli anni Settanta, ormai in pensione, Cremonese può dedicarsi completamente alla creazione. È un periodo fecondo: realizza 177 sculture e 430 dipinti, lasciando un corpus vasto e sorprendente, attraversato da influenze moderne ma sempre riconoscibile nella sua tensione poetica.
La mostra di Spresiano restituisce oggi la complessità di questo percorso: l’energia del colore, la forza delle forme, la delicatezza dei sogni che l’artista ha continuato a inseguire fino alla sua morte, nel 2002.
Riscoprire Cremonese significa riscoprire un modo diverso di essere artista: non quello dell’accademia o del successo, ma quello di chi continua a creare anche quando il mondo sembra voltargli le spalle. Un sognatore autentico, capace di dipingere nella notte per illuminare il giorno.
LA MOSTRA
FRANCESCO CREMONESE (1907 – 2002)
DOVE: Chiesetta del Giuseppini in via del Giuseppini a Spresiano (TV)
DATE: Dall’11 al 26 aprile
ORARI: tutti i giorni dalle 14 alle 18, e il sabato e la domenica anche al mattino, dalle 9 alle 12.
SITO WEB: https://www.francescocremonese.com/it/home-italiano/


















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