NEW IMPRINTIN STONE – RAFFAELLO GALIOTTO

da | Lug 16, 2026 | 0 commenti

Ci sono forme che sembrano appartenere a un tempo remoto, e altre che paiono arrivare da un futuro ancora senza nome. Le sculture di Raffaello Galiotto abitano un tempo sospeso tra passato e futuro, tra geologia e organismo, tra memoria ancestrale e
immaginazione tecnologica.

Da questa tensione nasce NEW IMPRINT IN STONE, la mostra a cura di Alfonso Cariolato che si terrá dal 20 giugno al 31 luglio 2026, presso la Polveriera Francese di Forte Marghera a Mestre-Venezia.
Al centro del progetto c’è il marmo. Non come semplice materiale della tradizione, ma come presenza viva, antica, quasi primordiale. La pietra, nel lavoro di Galiotto, presuppone
un approccio peculiare: porta con sé il peso del tempo geologico, la monumentalità della materia, la memoria di qualcosa che esiste da molto prima dell’uomo. È una materia che resiste, che trattiene il tempo, e che proprio per questo obbliga a un confronto fisico e mentale radicale.
Nelle opere di Galiotto il marmo perde però la propria immobilità storica per diventare superficie organica, pelle attraversata da tensioni, cavità, pieghe e aperture. Forme che sembrano crescere dall’interno, come strutture biologiche o organismi appartenenti a ecosistemi sconosciuti. Guardandole si ha spesso una sensazione inattesa: “non sembra neanche marmo”. Ed è proprio in questo scarto percettivo che si attiva il lavoro dell’artista.
Come nella leggenda secondo cui Michelangelo, davanti al Mosè, avrebbe esclamato “Perché non parli?”, anche qui la pietra sembra sul punto di trasformarsi in altro. Sappiamo
che è marmo, eppure la forma suggerisce qualcosa di differente: carne, esoscheletro, creatura, membrana, organismo. A persistere non è tanto la mimesis, quanto la magia della transizione, della metamorfosi e del mutamento.
Le opere sembrano richiamare insieme un passato antichissimo — totemico, quasi rituale — e un futuro che si stenta a immaginare. Come se davanti a noi si parassero forme appartenenti a civiltà perdute oppure creature aliene provenienti da mondi ancora sconosciuti. È proprio questa sfasatura temporale a generare la forza visionaria del lavoro di Galiotto: un cortocircuito tra archeologia e fantascienza, tra scultura arcaica e nuova estetica digitale.
Il lavoro dell’artista nasce infatti dall’incontro tra scultura e tecnologia avanzata.
Attraverso l’utilizzo di macchine a controllo numerico, software parametrici e processi digitali, Galiotto sviluppa una ricerca che ridefinisce il rapporto tra mano, materia e macchina. Ma la tecnologia, qui, non è mai semplice esecuzione tecnica. La macchina non è più l’esecutrice passiva di forme semplici e sempre uguali a se stesse: diventa strumento capace di controllare la complessità, di generare pattern, increspature, tensioni superficiali e variazioni infinitesimali impossibili da ottenere attraverso i processi tradizionali.
È qui che prende forma la possibilità di una nuova estetica. Una grammatica visiva in cui precisione algoritmica e immaginazione artistica si incontrano per produrre forme che
ricordano i processi della natura: le dune modellate dal vento, le onde, le strutture cellulari, le geometrie del vivente. Non una perfezione fredda o seriale, ma una complessità vibrante,
attraversata da imperfezioni controllate e da un senso continuo di trasformazione.
A guidare questo racconto è Alfonso Cariolato, filosofo e curatore che accompagna il lavoro di Galiotto all’interno di una riflessione più ampia sulla forma, sulla materia e sul tempo. Il percorso espositivo mette in dialogo la solidità millenaria del marmo con un’estetica generata dal presente tecnologico, aprendo una riflessione sul modo in cui oggi immaginiamo il corpo, la natura e persino il futuro della scultura.
Un’intera sezione della mostra approfondisce inoltre il processo di creazione delle opere: dai disegni preliminari ai percorsi utensile generati dagli algoritmi, fino alla lavorazione finale della pietra. Un attraversamento del fare scultoreo contemporaneo che rende visibile ciò che normalmente resta nascosto: la traduzione di un’intuizione artistica in linguaggio digitale.
Ma ciò che colpisce davvero nel lavoro di Galiotto è la capacità di superare la fascinazione tecnica. Dopo il primo stupore, la macchina scompare. Rimane soltanto la forma. Una forma che sembra respirare, trattenere luce, suggerire movimento. Come se il marmo custodisse ancora qualcosa di organico al proprio interno.
“Ciò che mi affascina maggiormente è la ricerca di forme strutturali ambigue, a cavallo tra il regno animale e quello vegetale che alludono alla polpa del corpo e alla sembianza da
esse stesse sottesa”, afferma l’artista.
Tra biomorfismo, geometria e metamorfosi, NEW IMPRINT IN STONE racconta una nuova possibilità della scultura contemporanea: un linguaggio in cui la pietra non è più soltanto
materia da scolpire, ma superficie sensibile attraverso cui immaginare nuove forme del vivente.

Raffaello Galiotto
Artista e designer, sviluppa una ricerca centrata sulle potenzialità espressive della materia naturale e artificiale attraverso l’impiego sperimentale della tecnologia. La sua pratica unisce progettazione digitale e lavorazione lapidea mediante dispositivi a controllo
numerico, dando vita a forme sospese tra natura e artificio.
Tra le mostre personali recenti: Futura – Sculture in marmo (Pietrasanta, 2026), Axis Mundi (Museo Lapidario Maffeiano, Verona, 2025), Artefacta Lapis (Verona, 2024), Next Creatures (ADI Design Museum, Milano, 2023).


Alfonso Cariolato Filosofo e curatore, ha curato opere di Jacques Derrida, Jean-Luc Nancy e Alexandre Kojève, oltre a essere autore di numerose pubblicazioni. La sua ricerca si concentra, tra l’altro, sul rapporto tra filosofia, estetica e arti contemporanee.

LA MOSTRA:

NEW IMPRINT IN STONE
Raffaello Galiotto
A cura di Alfonso Cariolato
Forte Marghera — Polveriera Francese Mestre — Venezia
Vernissage: venerdì 19 giugno 2026, ore 18.30
La mostra sarà aperta al pubblico dal 20 giugno al 31 luglio 2026 dal martedì alla domenica dalle 11.00 alle 19.00
Lunedì chiuso

NEW IMPRINT IN STONE
Raffaello Galiotto Curated by Alfonso Cariolato
Forte Marghera — Polveriera Francese Mestre — Venice
Opening: Friday 19 June 2026, 6.30 pm
The exhibition will be open to the public from 20 June to 31 July 2026 Tuesday to Sunday 11.00 am to 7.00 pm
Closed on Mondays

COMUNICAZIONE E UFFICIO STAMPA:
FATTI DI DESIGN ELISA DA LIO
+39 351 40 58 579 – dalioelisa68@gmail.co

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